Cesare

con Tommaso Carovani e Andrea Anastasio

Regia Massimo Bonechi

Cesare”. Come titolo attribuito ad una persona di dignità imperiale, ma anche come nome proprio. Un dramma politico e personale, i cui protagonisti sono uomini, che hanno i loro sentimenti, le loro debolezze, smanie e cedimenti; che amano il potere, commettono sbagli, hanno paure e ripensamenti; sono fragili. Sono personaggi pubblici, sono esseri morali e moralisti: sanno dire di no a se stessi, a volte; finiscono con il dire no agli altri, più spesso.

Cesare è il mito, l’eroe che sancisce la caduta degli eroi: passano le certezze e crollano anche i valori più alti; non esiste più il bene comune, ma solo la perdita di punti di riferimento. Dell’uomo di stato e della sua funzione pubblica e del singolo individuo e del suo mondo interiore. Lo spettacolo trasforma il dramma shakespeariano in un confronto doppio dentro e fuori l’animo umano: da un lato c’è Bruto, che ripercorre le ragioni della sua scelta attraverso la visione di video e registrazioni, in continua lotta con la propria coscienza che prende la voce di Cassio; dall’altro lato ci sono Bruto e Antonio, vendicatore e sostituto di Cesare, che lottano per i propri valori, per la propria interpretazione del bene comune.

Il potere trova sempre qualcuno in cui incarnarsi, un uomo che lo sappia conquistare, irretire e dominare. Che sappia conquistarlo attraverso l’acclamazione e il consenso. Ma tutto passa e cambia; il mito di oggi sarà sostituito da quello di domani. E l’uomo rimane da solo con se stesso, con il proprio senso di colpa. A chiedersi qual è il suo limite e la sua responsabilità.

Lascia un commento