Ultimo Giorno – Semidramma co(S)mico per due attori ed una radiolina

di Riccardo Goretti con Andrea Anastasio e Tommaso Carovani
Regia di Massimo Bonechi a cura di STA Spazio Teatrale Allincontro

Il testo di Ultimo Giorno ha rappresentato per me una sfida interessante, poiché Massimo (il regista, che conosco bene per la nostra precedente fruttuosa collaborazione su Gobbo a Mattoni) mi ha fatto una richiesta estremamente specifica: un testo per due personaggi che vivono i loro ultimi minuti insieme prima della fine del mondo. Di fronte a questo tema, interessante ma sicuramente già affrontato da autori ben più blasonati di me/noi in letteratura, a teatro e anche (e forse soprattutto) al cinema (basti pensare allo straordinario Von Trier di Melancholia), mi sono chiesto, come credo avrebbero fatto tutti, che cosa avrei fatto IO nelle mie ultime ore prima del grande botto. Non ho trovato risposta. Ed è stata quella la risposta. Per citare lo straordinario Simon Amstell: “when there’s nothing left to do, you do nothing”. Così ho utilizzato l’evento straordinario per esaltare il banale del quotidiano. La minaccia del non vivere più per raccontare la noia del vivere. L’impossibilità per la semplicità. Fidandomi molto (come sempre) dell’ironia e (come quasi mai) della regia di Massimo e della sua scelta degli attori – Riccardo Goretti

Da sempre il tema della fine del mondo mi appassiona e mi ossessiona: e se domani improvvisamente venissi a sapere che entro poche ore non ci sarà più nulla? Tutto finito, tutto spazzato via. Un vero dramma per uno come me che vive il passaggio del tempo in maniera distorta: non so lasciarlo andare, non riesco ad stabilirci un accordo, so solo lottarci, combatterci e inseguirlo senza sosta. A volte però penso invece che l’idea che tutto stia per finire potrebbe rivelarsi una grande occasione, una straordinaria opportunità, unica e irripetibile (ovviamente!) per dare senso a tutto: stabilire priorità e mettere in fila le cose in cui abbiamo creduto per tutta la vita. Oppure no? Di fronte a questa mia incertezza mi sono fermato e ho chiesto a Riccardo di scrivere un testo su questo argomento. La risposta è stata che non ci sono risposte, non c’è soluzione e che il solo cercarla è inutile: conta solo quello che siamo, conta solo il momento in cui siamo, ha valore solo il presente. Perché il passato è importante ma un po’ ci fa paura, un po’ non ci interessa e comunque e non ci insegna più niente; il futuro è oscuro, imprevedibile e…beh se finisce tutto che ce ne facciamo del futuro. Rimangono solamente due uomini. In attesa della fine.

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Foto Ultimo Giorno-Semidramma co(S)mico per due attori ed una radiolina

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