Me, Me stesso & Io

Non è facile confrontarsi con l’universo della disabilità, perché significa accettare in maniera incondizionata l’essere altro, perché impone l’uso di un nuovo linguaggio verbale ed emotivo, perché costringe a mettersi in discussione.
Lo spettacolo è la storia di un uomo e la sua normalità, una condizione serenamente accettata, senza troppi dubbi. Tutto sembra chiaro: loro dentro, chiusi, invisibili; lui fuori, libero, visibile.
Poi qualcosa cambia e all’improvviso la sua vita viene turbata, invasa, travolta dal contatto con un mondo diverso e inaspettato, un mondo sfuggente, frammentato, mai totalmente comprensibile. Questo lo mette a disagio, gli impone dei ripensamenti e in un crescendo di situazioni surreali e imprevedibili quella realtà che sembrava fissata va in pezzi.

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Nasce la voglia di cambiare, di essere diversi, di conoscere quello che sta dentro; viene da chiedersi chi siamo, se quello che crediamo di essere ci esaurisce del tutto, se ci definisce fino in fondo, viene la voglia di andare oltre noi stessi. Di provare a comprendere tutto quello che ci sembra lontano, che ci intimorisce, che ci crea disagio. Ma la paura ci blocca e quando la si supera forse è troppo tardi.
In questo spettacolo abbiamo scelto di mettere in scena un uomo comune e il modo in cui reagisce quando incontra il mondo della disabilità.
La normalità è in scena, la disabilità nascosta.
La normalità prova a conoscere, la disabilità a farsi conoscere attraverso un linguaggio diverso: a pezzi, a frammenti, mostrando le sue tortuosità, la sua delicatezza, la sua crudeltà.
La normalità è quella di un uomo, la disabilità é quella di singolari creature che cercano una propria autonomia, una definizione di se stessi, un contatto con il mondo esterno, con gli altri.

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Quest’anno il laboratorio teatrale ha viaggiato su due binari paralleli: da un lato il percorso che ci ha condotto alla messa in scena dello spettacolo, ancora una volta ricco di stimoli e di soddisfazioni, dall’altro un laboratorio artistico che ha visto i ragazzi impegnati nella costruzione di pupazzi che li rappresentavano e che poi sono stati utilizzati nello spettacolo.

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